Guida SEO

Premessa

In questa guida verranno illustrate le linee guida per progettare un sito web seguendo alcune regole che ne consentano una più facile indicizzazione e un miglioramento del posizionamento.

Motori di ricerca che mistero!

Sono circa 200 i parametri che Google tiene in considerazione prima di decidere se far comparire la nostra pagina nei risultati di ricerca e in quale posizione. Per ovvie ragioni commerciali questi parametri sono segreti, ma grazie all’analisi del comportamento e svariate sperimentazioni, possiamo dedurre come funziona l’algoritmo di ricerca. Proprio per questo le regole illustrate in questa guida devono essere considerate come linee guida.

Prima di procedere verso dettagli tecnici più precisi è importante stabilire subito alcune regole importanti.

REGOLA 1: I motori di ricerca ragionano come noi

Qualunque motore di ricerca che esso sia Google, Bing o Yahoo, si comporta esattamente come si comporterebbe un umano alla ricerca di ciò di cui ha bisogno. Per raggiungere tale obiettivo, l’individuo effettua immediatamente una discriminazione preferendo ciò che gli è utile e predilige risultati completi e immediati, privi di contenuti che possano distogliere l’attenzione dall’obiettivo principale.

REGOLA 2: Contenuto indicizzato significa miglioramento o peggioramento del posizionamento

Proprio per il motivo di cui sopra è importante tenere presente che qualunque elemento, pagina, immagine o contenuto che renderemo disponibile al Bot, entrerà a fare parte degli elementi che influenzeranno la comparsa delle nostre pagine nella Pagina dei Risultati (SERP). Pertanto risulta fondamentale scegliere BENE quali elementi rendere disponibili al Bot e invece quali tenere nascosti, in modo da rendere disponibili al Bot solo elementi che favoriscano la comparsa delle nostre pagine nei primi risultati nella SERP.

 

REGOLA 3: contenuti aggiornati attirano il bot di ricerca

Non rimane molto da dire su questa regola. Un sito con contenuti vecchi e statici da tempo non attira il bot di analisi, sfavorendo in parte l’indicizzazione del sito. Quindi, laddove possibile, è buona prassi mantenere attivo un blog, anch’esso, da aggiornare con assoluta costanza.

REGOLA 4: Il click sul risultato fa davvero la differenza

Non importa quanto siate esperti in SEO. Sarà il click dell’utente sul risultato che porta alla nostra pagina a fare la vera differenza, indicando al Motore di Ricerca un crescente interesse per quel risultato. La regola è molto semplice: più sono in click, più il risultato acquisirà di importanza, guadagnando posizioni nella SERP del motore di ricerca.

Metadata Noindex, noarchive, nofollow

Premettiamo due punti importanti:

  1. Tutte le pagine sono indicizzabili di default
  2. Il Bot potrebbe non rispettare le direttive

L’indicizzazione di una pagina e di conseguenza la sua comparsa nella SERP è regolata da Metadata che in base al loro valore, suggeriranno al Bot di indicizzare la pagina oppure no:

Noindex

Il metatag <meta name="robots" content="noindex" /> indica al Bot la volontà di non indicizzare la pagina nella quale compare il suddetto metatag. La pagina non sarà presentata in SERP, ma sarà comunque salvata negli archivi.

Quando è importante usare noindex?

Risulta particolarmente consigliato usare il tag noindex nei seguenti casi:

  • Contenuti duplicati.
  • Contenuti con meno di 300 parole, per evitare di esaurire il “crawl budget” e non penalizzare il resto dei contenuti.
  • Tutto ciò per cui non vogliamo essere indicizzati (es: pagina contatti, FAQ, Termini e condizioni, Carrello, ecc).

Noarchive

Il metatag <meta name="robots" content="noarchive"> indica al Bot la volontà di non indicizzare la pagina evitando anche il salvataggio della pagina negli archivi di ricerca.

Nofollow

Il metatag <meta name="robots" content="nofollow"> indica al Bot non seguire i link contenuti nella pagina dove compare il meta tag, né di dar loro peso in termini di posizionamento.

È possibile utilizzare tale proprietà per indicare al Bot di non dare peso ad uno specifico link:

<a href=”http://dominio.ext/url-alla-pagina/” rel=”nofollow”>Vai alla pagina</a>.

Quando è importante usare il tag nofollow?

I Bot, soprattutto Google Bot, penalizzano i risultati collegati a sponsorizzazioni a pagamento. Pertanto è può essere utile inserire il tag nofollow nei contenuti che risultano sponsorizzati.

Come vengono mostrati i risultati di ricerca?

Consideriamo la Pagina dei Risultati di Ricerca (SEPR) e vediamo come vengono mostrati i risultati di ricerca.

Ogni risultato di ricerca viene inserito in un’area denominata Snippet che si compone di 3 parti.

Titolo

La parte in blu/viola e rappresenta il primo elemento che l’utente controlla e tramite il quale capirà se il risultato è adatto o meno alla sua ricerca. È importante quindi che il titolo spieghi il contenuto della pagina con una lunghezza compresa tra i 50 e i 60 caratteri.

URL

Parte in verde, URL relativo alla pagina. Relativamente importante all’indicizzazione.

Meta Description

Porzione di testo in nero grigio, scelta arbitrariamente da Google, per mostrare velocemente parte del contenuto della pagina all’utente. Spendiamo qualche parola in più sulla sua utilità. La meta description ha una utilità più legata al miglioramento dell’esperienza utente nella pagina dei risultati, al fine di fornire un’anteprima del risultato e favorire quindi il click sul risultato.

La meta description viene decisa arbitrariamente dal Bot Google. Proprio per questo motivo è importante che nel contenuto della pagina ci siano parole chiave che possano favorire la comparsa della nostra pagina nella SERP. Ad esempio: se si desidera essere trovati per “produzione di auto glitterate” è importante che nella meta description compaiano almeno le parole auto e glittereate.

La lunghezza della meta description si aggira intorno ai 160 caratteri.

I motori di ricerca sono in continua evoluzione...

Proprio per questo motivo i valori di lunghezza sopra indicati sono considerabili come linee guida e non come valori assoluti.

Tag HTML

Titoli

Passiamo ora al contenuto vero e proprio della pagina. Grazie ai tag H1, H2, H3 andiamo a delineare la struttura della pagina. Il Bot del motore di ricerca sfrutta proprio questa struttura per stabilire la struttura del contenuto dando più o meno importanza ai titoli, in base al tag utilizzato.

Come da figura a lato, i tag seguono una gerarchia ben precisa che ne determina anche l’importanza. Il tag H1 indica il titolo principale della pagina. Il tag h2 indica il sottotitolo e così via per gli altri tag di gerarchia inferiore.

Parlando più in ottica SEO, le pagine devono seguire la seguente struttura:

  • Titolo H1: Necessariamente 1. Viene usato dal Bot per stabilire il contenuto di tutta la pagina.
  • Titolo H2: Possibile averne più di 1. I titoli racchiusi dal tag H2 devono necessariamente essere scritti dopo il titolo H1.
  • Così via per gli altri titoli H3, H4, ecc.

Paragrafi

I paragrafi di testo sono contenuti dentro il tag <p> e vengono interpretati dal Bot di ricerca come il contenuto vero e proprio della pagina. Come se si desiderasse scrivere un articolo di giornale, il paragrafo deve essere indicato dopo un titolo.

Gerarchicamente parlando il tag <p> è di importanza minore rispetto a tutti gli altri tag <h1>, <h2>, <h3>, ecc e tale verrà considerato dal Bot che analizzerà la pagina, riducendo l’importanza del contenuto del paragrafo.

Proprio per il motivo indicato sopra si consiglia di sfruttare i tag titolo per favorire l’indicizzazione della pagina. Non va dimenticato però, che il paragrafo è necessario ad arricchire il contenuto della pagina e non va quindi omesso. Si può invece utilizzare la combinazione titolo introduttivo e successivo paragrafo esplicativo per favorire l’indicizzazione.

Immagini: un ulteriore aiuto all’indicizzazione

Come premesso dal titolo l’inserimento di immagini in una pagina, laddove ha un effettiva utilità per il contenuto, può aiutare l’indicizzazione della pagina fornendo ulteriore contenuto da analizzare al Bot. Alcune regole importanti relative alle immagini:

Dimensione del file

La dimensione dell’immagine non deve mai superare i 100KB e laddove impossibile ridurre la dimensione, si consiglia di ridimensionare l’immagine in modo che la sua dimensione non sia eccessivamente superiore al limite consentito.

Nome del file

Siccome, ad oggi, i Bot non sono in grado di determinare il contenuto dell’immagine semplicemente analizzandola è buona prassi indicare il contenuto dell’immagine tramite il nome del file. Ad esempio, considerata la seguente immagine:

si potrebbe rinominare il file immagine in gruppo-lavoro-obiettivo-raggiunto.jpg in modo che, tramite il nome del file, il Bot possa comprendere che l’immagine rappresenta un team di lavoro che sta festeggiando per l’obiettivo raggiunto.

ALT Title

Anche chiamato testo alternativo e può essere utilizzato dagli ipovedenti per capire cosa è contenuto nell’immagine. Inserendo titolo alternativo, si allarga il bacino di utenti raggiungibili dal contenuto, favorendo così l’indicizzazione della pagina.

Velocità di caricamento di un sito

Non va dimenticato che un sito veloce offre contenuti ad utente senza che questo sia costretto ad aspettare. Rimandiamo a questo articolo per un maggiore approfondimento.

Ultimo aggiornamento il Marzo 24, 2019

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